Black Heart Inertia

La chiave della felicità è la disobbedienza in sé a quello che non c'è.

sabato 12 settembre 2009

Omofobia portali via (agli omofobi, ovvio.)

http://firenze.repubblica.it/dettaglio/gay-pestato-a-sangue-due-italiani-gli-aggressori/1718319

io mi sono veramente, ma veramente rotta i coglioni.

venerdì 11 settembre 2009

Stupida.

cretina.
imbecille.
ingenua.
cogliona.
ottimista.
speranzosa.
condannata.
gelosa.
arresa.
folle.

questa sono io.
decisamente da buttare e ricostruire daccapo.

lunedì 7 settembre 2009

è ufficialmente iniziata la stagione dei raffreddori.

d'ora in poi per me sarà la prassi parlare come un citofono, assumere espressioni facciali sconcertantemente ebeti per cercare di respirare, soffiarmi il naso a getto continuo ed intessere sconvolgenti relazioni quasi al limite del morboso col rotolo della carta igienica.
yu-hu.

domenica 30 agosto 2009

Prestatemi orecchio!

e non fate come in Robin Hood - Un Uomo In Calzamaglia, ché non me ne faccio niente delle vostre orecchie nel senso fisico del termine! :°D non ho intitolato questo post "cagatemi" perché forse è meglio essere bersagliata da tanti piccoli posacenere di cartilagine che da una pioggia di eruzioni culanee (mi si perdoni il neologismo idiota :°D)!
ordunque, leggete quel che riporto qua sotto! l'articolo è tratto da Repubblica:

ROMA - Mentre si allunga l'elenco delle aggressioni nei confronti dei gay, da Napoli a Rimini, da Roma a Caserta, gli omosessuali della capitale si auto-organizzano e lanciano i micro-Pride. Una manifestazione a settimana, con incontro in via San Giovanni in Laterano, meglio nota come "Gay street". Una decisione presa ieri, durante quello che può essere considerato il primo micro-Pride romano. Circa cento persone, arrivate in poche ore dopo un tam-tam su Facebook, i blog, ma anche tramite il passaparola via sms, hanno sfilato dal locale "Coming Out", nei pressi del Colosseo, e sono arrivati al Campidoglio. E qui, tutti insieme, hanno deciso di darsi appuntamento, ogni settimana, per "vivere la città", ed esprimere la rabbia per i recenti attacchi omofobi. Stamattina sono stati creati un gruppo su Facebook e un blog, per documentare le fiaccolate con foto e cronache, e per chiamare a raccolta la popolazione omosessuale.

Una decisione, quella di auto-organizzarsi, nata al di fuori delle organizzazioni GLBT (come l'Arci Gay, il Mario Mieli, Dìgayproject), e che arriva in coincidenza con una ricorrenza dall'alto valore simbolico. Il 28 agosto 1963, a Washington, ci fu la marcia per il lavoro e la libertà dei neri americani. In quell'occasione, Martin Luther King pronunciò l'ormai storico "I have a dream". Frase che dà il nome al gruppo nato in queste ore su Facebook. "Dopo una serie di aggressioni ravvicinate che ci sono state da nord a sud in Italia, da cittadini consapevoli della loro condizione di minoranza discriminata, anche noi abbiamo scoperto che abbiamo un sogno e che è necessario più che mai farci vedere - viene scritto nel gruppo - Non abbiamo paura, non siamo arrabbiati, non siamo organizzati, ma ci siamo e ci saremo ed il nostro sogno di libertà e di parità continuerà ad essere proclamato ogni settimana, accompagnati solo dalla nostra bandiera rainbow, dalle nostri voci, dalle nostre candele e dalla nostra fierezza".

Alla fiaccolata di ieri, che è stata seguita dagli agenti della Digos in borghese (non erano state richieste le autorizzazioni del caso alla Questura), ha partecipato, tra gli altri, Cristiana Alicata, attivista e blogger, membro del tavolo GLBT del Pd. Una delle militanti più agguerrite, all'interno del Pd, sul fronte dei diritti dei gay. "Ieri sera - racconta - davanti al Coming Out ci siamo ritrovati in poco più di 100. Un gran numero per la comunità GLBT dormiente romana. Una comunità che sente di doversi auto-organizzare per uscire dal ghetto, per gridare il proprio sdegno davanti al dilagare dell'omofobia e dell'intolleranza".

Per la Alicata, l'obiettivo di questi micro-Pride sarà quello di far "vivere ai gay la città". "Ci siamo resi conto di essere sempre più arrabbiati, ma che, al tempo stesso, le associazioni GLBT non rappresentavano a sufficienza il nostro sdegno - dice la Alicata - Ci sentiamo dei cittadini che hanno bisogno di uscire, parlarsi, vedersi. Vogliamo ricreare una comunità, a Roma. Non vogliamo che i gay se ne stiano solo nelle discoteche. Devono uscire per strada, e vivere la città. In città come Torino, ad esempio, ci sono luoghi e momenti di incontro, diversi da quelli offerti dalle discoteche". E, in queste ultime ore, non mancano adesioni da altre città, dove anche si vogliono organizzare eventi analoghi. "Per adesso, l'esperienza è prevalentemente romana, ma viste le adesioni e le richieste di supporto che ci stanno arrivando, penso che questo movimento spontaneo possa arrivare ad allargarsi", commenta la Alicata. Che, dalle pagine del suo blog, parla di una vera e propria "rivoluzione Rainbow": "E' necessario sfilare ogni giorno. Fare un pride a settimana finché i nostri diritti e la nostra incolumità non siano tutelate. Chiusi nelle discoteche è come stare chiusi in un ghetto dove non diamo fastidio a nessuno. Un piccolo punto di partenza, di visibilità. Chissà quante altre cose potranno nascerne di cui Roma ha un enorme bisogno.
Che la rivoluzione Rainbow abbia inizio".

Qualcuno, su Facebook, sintetizza così la formula dei micro-pride: spontaneismo; assenza della politica; assenza delle associazioni; recupero dello spazio urbano. E anche se non ci saranno le bandiere delle associazioni, c'è chi, facendone parte, ha deciso di aderire lo stesso, ma senza simboli di partiti. Gli unici simboli che si sono visti, ieri sera, erano quelli della rabbia. Cartelli che recitavano: "omosessuali sensibili? No, incazzati", oppure "donna=stupro, lesbica=botte". E, naturalmente, c'erano tante bandiere arcobaleno, il simbolo del movimento.

La fiaccolata si ripeterà ogni settimana, partendo dal Coming Out (in via di S. Giovanni in Laterano). "Chiunque condivida con noi lo stesso sogno sarà benvenuto e via dei Fori Imperiali, ogni settimana, diventerà Viale della Libertà", viene spiegato su quello che ormai è diventato il blog "ufficiale" dell'iniziativa. E le autorizzazioni della Questura? "Siamo cittadini che si incontrano - risponde la Alicata - in maniera spontanea. Decideremo dove andare, di volta in volta. Potremmo anche solo parlare, confrontarci". Intanto il prossimo appuntamento è stato già fissato: venerdì 4 settembre, alle 21. L'era dei micro-pride è iniziata.


personalmente la trovo una gran bella iniziativa e sono pronta ad appoggiarla anche fisicamente parlando non appena raggranellerò un po' di soldi per andare a Roma a trovare il mio totino e la sua adorabile ragazza, le quali mi hanno promesso di portarmi a fare un tour gaio della città *-*

lunedì 24 agosto 2009

Non dite niente.

non fatelo eh!
ma ultimamente, forse complice la mia adorata non-consorte (spciù! :***), sono diventata anche io una regina del dramma.
e giustamente, per ogni dramma quotidiano, ci vuole la giusta colonna sonora.

giovedì 20 agosto 2009

Ciao Fernanda.

Devo molto a Fernanda Pivano.
Le devo gran parte della mia conoscenza letteraria, della passione che nutro per molti degli autori che lei ha tradotto e conosciuto, di cui è stata amica e confidente.
Grazie a lei mi si è snodato davanti un percorso attraverso i grandi nomi della letteratura americana contemporanea, da Masters e la sua Antologia di Spoon River a Kerouac e le sue peripezie Sulla Strada, per non parlare di pilastri come Hemingway e Bukowski (sì, è un pilastro. Quel caro vecchio ubriacone di Chinaski non dico che sia un modello di vita per me, giacché non sarebbe il massimo dell'edificante ammetterlo, ma è un fallimentare antieroe che fa simpatia perché è dannatamente umano e, come tale, pieno di contraddizioni e debolezze. Lo adoro.), financo a 'giovani pulcini' come Bret Easton Ellis (che considero inquietante e geniale allo stesso tempo. Ma forse per ottenere lo status di geni bisogna apprire un po' inquietanti al cospetto del prossimo mediocre) e David Foster Wallace (Infinite Jest, nel bene e nel male, rimane uno dei libri che più mi ha impegnato, appassionato, e anche fatto un po' incazzare: che razza di finale ha?); insomma, questa piccola grande donna è entrata nella mia esistenza attraverso libri e musica (come dimenticare il suo grande amore per la poesia - sì, poesia - di Fabrizio De André, o Bob Dylan? Non si può, nossignori non si può) già quando ero piccola, e non ne è più uscita. Non ne uscirà nemmeno adesso che si è congedata con un sobrio inchino dal palcoscenico della vita, perché sento davvero di doverle qualcosa.
Le devo la mia cultura. Il mio amore per i libri, la (contro)cultura americana e la buona musica.
E mi è dispiaciuto da morire sentire questa notizia della sua scomparsa.
Perché, come al solito, sono sempre i migliori che se ne vanno. E vaffanculo ai luoghi comuni, stavolta è fottutamente vero.
Ciao Fernanda.
E grazie di tutto.

lunedì 17 agosto 2009

Restart.

"Una persona irreprensibile è quella che si tiene lontana dal tumulto degli eventi. È necessario avere un carattere forte per riuscirci."
II, 11
Tsunetomo Yamamoto, Hagakure

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A megalomaniac.